il sito dedicato alla cedolare secca sugli affitti

Cedolare secca

Dal 2011 il sito dedicato alla cedolare secca

due strade per scegliere l'irpef o la cedolare secca La cedolare secca è un regime di tassazione sugli affitti facoltativo, che si sostanzia nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali e che sottrae le parti dall’obbligo di versare l’imposta di registro e l’imposta di bollo dovute per registrazioni, risoluzioni e proroghe dei contratti di locazione (ad eccezione di quelle dovute in caso di cessione del contratto).

Il legislatore ha consentito di applicare la cedolare secca anche ai contratti di locazione per i quali non sussiste l’obbligo di registrazione (art. 3, comma 2 D.Lgs. n. 23/2011) ed al riguardo il locatore comunica la sua intenzione di applicare la cedolare secca all’Agenzia delle Entrate direttamente in sede di dichiarazione dei redditi (salvo il caso in cui il locatore, pur non essendo obbligato, provvede alla registrazione del contratto).

Il versamento della cedolare secca segue lo stesso meccanismo di versamento dell’IRPEF e, quindi, è versata a saldo e acconto.

La cedolare secca viene anche definita una flat tax e, come tale avvantaggia i percettori di redditi elevati. In sostanza, più il reddito è elevato più aumenta il vantaggio fiscale dell’applicazione della cedolare secca rispetto alla tassazione Irpef che è progressiva.

Nel valutare la convenienza del ricorso alla cedolare occorre anche considerare che, nel caso dell’applicazione del regime Irpef, dal 1° gennaio 2013 è stata ridotta di 10 punti percentuali (dal 15% al 5%) la quota dell’importo del canone non assoggetta a tassazione. Pertanto, da quella data, l’Irpef si applica sul 95% (in precedenza sull’85%) dell’ammontare dei canoni di libero mercato, e sul 66,5% (in precedenza 59,5%) dell’importo dei canoni concordati.

 

A titolo di secondo esempio, nel nuovo scenario, per un canone di locazione di 12mila euro, l'imponibile di 10.200 euro (85% di 12.000) risulta incrementato (dal 2013) a 11.400 euro (95% di 12.000 €), in sostanza sono 1.200 euro in più di imponibile soggetto a tassazione che, solo considerando il primo scaglione IRPEF del 23%, significano 276 euro di maggiore Irpef da mettere in conto, senza contare il maggior carico di addizionali regionali e comunali, ove presenti.


La tabella, riportata solo nella pagina dell'articolo completo, illustra le conseguenze che si hanno con l'Irpef - sia per i contratti liberi (quattro anni più quattro, a canone libero) sia per quelli agevolati (c.d. concordati, tre anni più due, a canone calmierato) - per i locatori che opteranno per il passaggio al regime della cedolare secca sugli affitti.

Per rendere con immediatezza l'idea che gli effetti della misura sui contribuenti che intendono optare per il regime della cedolare secca, si è ipotizzato un canone di locazione pari a 100.

La base imponibile è costituita:

  1. nel regime fiscale fino al 31-12-2012, dal canone di locazione al netto della deduzione forfetaria del 15% e, per i contratti agevolati, dell'ulteriore deduzione del 30%;
  2. nel regime fiscale in vigore dal 2013, dal canone di locazione al netto della deduzione forfetaria del 5% e, per i contratti agevolati, dell'ulteriore deduzione del 30%;
  3. nel regime della cedolare secca, dall'intero canone di locazione.

Da sottolineare che nella cedolare secca sono incorporate le addizionali comunale e regionale Irpef (la cui misura è stabilita dalle competenti amministrazioni, anche con distinzioni per fasce di reddito), l'imposta di registro e l'imposta di bollo.

Il sistema di tassazione "Cedolare Secca" consente, nella generalità dei casi, dunque un risparmio fiscale, ma spesso limita altri benefici.

E' stato verificato che spesso si adotta questa soluzione con troppa superficialità. Ad esempio è ormai diffusa la convinzione che la cedolare secca sia sempre conveniente soprattutto nei contratti concordati la cui aliquota è del 10%.
Ma ne siamo proprio sicuri? Chiaro che sapendo che l’aliquota della cedolare è il 10% mentre l’aliquota minima Irpef è il 23% la risposta dovrebbe essere "certo che conviene!!"

Ma vale la pena analizzare tutte le conseguenze di un regime piuttosto che un altro. Ad esempio la detrazione d'imposta per il coniuge o un figlio fiscalmente a carico con l'opzione per la cedolare secca sarebbe persa così come la detrazione delle spese mediche, dei lavori di ristrutturazione o di altre detrazioni.

Bisogna verificare inoltre se optando per la cedolare secca si va a superare la soglia per l’esenzione dei ticket! Vale la pena fare controllare la vostra posizione prima di accorgervi troppo tardi che state pagando imposte più del dovuto.

omino rossoVedil'intero articolo in tema di convenienza o meno all'opzione per la cedolare secca con le esemplificazioni numeriche






Dello stesso Autore ti potrebbe anche interessare:

Che cos'è la cedolare secca, una sintesi delle caratteristiche della tassa piatta sugli affitti.

Per comprendere le divergenze tra tassazione Irpef e cedolare secca.

Tema molto attuale: la riduzione del canone di locazione soggetto a cedolare secca.

Locatore...sei proprio sicuro di utilizzare un contratto di locazione con cedolare secca predisposto a regola d'arte? Conosci le sei regole fondamentali?

La registrazione del contratto di locazione, con le nuove regole prevsite dalla Legge di stabilità 2016.

Le aliquote della cedolare secca, una panoramica delle aliquote vigenti a seconda della tipologia di contratto.

Proroga dei contratti di locazione a cedolare secca: per i contratti in scadenza, nel corso del periodo d'imposta si deve cominciare a pensare alla proroga dei contratti di locazione a canone libero (4+4) iniziati nei quattro anni antecedenti, per cui il locatore ha esercitato l'opzione per la cedolare secca. Continua a leggere......

La proroga dei contratti di locazione. Un utile approfondimento di Ratio anche in tema di proroga dei contratti di locazione soggetti a cedolare secca.

informazioni audio sul sito e sulla cedolare secca

siti


area riservataQuesto sito è privo di pubblicità di terzi, conformemente alle norme deontologiche dell'Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili, ma contiene un'Area riservata a cui l'utente può accedere con il pagamento di un ticket per diritto di autore, al pari per l'acquisto di un libro, software e di altre opere dell'ingegno.
Elenco completo degli argomenti, formulari ed altro inseriti nell'area riservata del sito.

L'autore

Giuseppe PolliGiuseppe Polli è libero professionista dal 1982, dottore commercialista, ed è l'autore e il gestore del sito www.cedolaresecca.net, presente sulla Rete dal 2011. Questo dominio è stato il primo ed unico sito ad occuparsi in via esclusiva della tassazione sostitutiva all'IRPEF sui redditi di locazione per uso abitativo, meglio conosciuta con il nome di cedolare secca.

L'autore invita coloro che non sono ancora clienti dello studio ad inviare una richiesta scritta di consulenza da questa pagina. Non si fornisce consulenza telefonica, si prega cortesemente di non insistere.

I clienti dello studio possono invece chiamarmi telefonicamente al numero ☎ 333 9031308.

Le informazioni contenute nel presente articolo sono state predisposte da Studio Polli come ulteriore servizio reso ai nostri clienti. Esse costituiscono solo una introduzione generale alla materia e pertanto si raccomanda di richiedere un parere riferito al concreto caso di specie prima di prendere qualsiavoglia provvedimento basato sulle informazioni qui contenute. Studio Polli declina ogni responsabilità da eventuali provvedimenti presi o non presi sulla base di quanto riportato nel presente articolo.

Per chi non può permettersi l'acquisto del ticket di accesso o una mia consulenza professionale, può sempre lasciare un feedback del suo gradimento sugli argomenti esposti nel sito nella sezione Consulenza.