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Termini di pagamento della cedolare secca


Termini di versamento

I termini di versamento per il pagamento degli acconti e del saldo della cedolare secca

Il Provvedimento 7 aprile 2011 ha stabilito che per il versamento della cedolare secca si applicano le disposizioni in materia di versamento dell'imposta delle persone fisiche IRPEF.

  1. 1° acconto entro il 16 giugno oppure con soprattassa a luglio (anche rateizzato)
  2. 2° acconto entro il 30 novembre (non rateizzato)
  3. saldo entro il 16 giugno oppure con soprattassa a luglio (anche rateizzato)

Lo stesso Provvedimento 7 aprile 2011 dispone che i versamenti della cedolare secca, in acconto e saldo, sono effettuati con le stesse modalità dell'IRPEF, ossia con l'utilizzo del modello F24.

Modello F24

A seconda che il locatore sia persona fisica titolare o non titolare di Partita IVA, cambiano le regole di presentazione del modello F24, ossia:

  1. Non titolare di Partita IVA presentazione del mod. F24 cartaceo (oppure telematico o tramite home banking) presso una qualsiasi azienda di credito convenzionata oppure a una qualsiasi agenzia delle Poste abilitata;
  2. Titolare di Partita IVA presentazione del mod. F24 in forma telematica anche se la cedolare secca debba necessariamente riferirsi ad un immobile estraneo all'attività imprenditoriale o professionale e artistico.

modello f24A decorrere dal 1° ottobre 2014 non si potrà più andare fisicamente in banca o in posta (o presso uno sportello di Equitalia) per effettuare il pagamento dei modelli F24 superiori a mille euro ovvero di quelli che utilizzano crediti d'imposta in compensazione: in questi casi si deve effettuare il pagamento solo in via telematica, ossia trasmettendo via internet il modello F24 tramite i servizi telematici delle Entrate (F24 web, F24 online e F24 cumulativo) o delle banche o delle Poste.

Lo prevede l'articolo 11, comma 2, del decreto legge 66/2014 (decreto conosciuto anche con il nome di "bonus IRPEF") che estende di fatto a persone fisiche, non imprenditori o professionisti, l'obbligo dell'invio telematico già previsto dal 1° gennaio 2007 per i titolari di partita IVA.

Il pagamento con un modello F24 cartaceo potrà ancora essere effettuato presso banche, le poste o uno sportello di Equitalia, unicamente da chi non è titolare di partita IVA se ha l'obbligo di pagare, senza alcuna compensazione,un modello unificato con un saldo pari o inferiore a mille euro.

Il limite dei mille euro è riferito al saldo finale del singolo F24 e non alla somma di tutti gli F24 da versare nell'anno ovvero alla singola inposta da versare nel singolo F24.

 matita Per ridurre il saldo a debito dell'F24 sotto i 1.001 euro continuando a pagare in contanti, con assegno o bancomat (se non vi sono compensazioni), naturalmente si possono utilizzare gli appositi bollettini postali per pagare l'IMU e la TASI (decreto 23 maggio 2014). Inoltre, nulla vieta di dividere il modello F24 da pagare in più modelli con saldo finale pari o inferiore a mille euro.

Come si legge su Il Sole 24 ore del 4 settembre 2014

lo spezzettamento del modello F24 può avvenire sia agendo su più codici tributo, sia dividendo l'importo di un unico codice tributo su più modelli


  Modello cartaceo
Titolari di partita IVA NO, i titolari di partita IVA non possono mai usare il modello F24 cartaceo
Non titolari di Partita IVA SI, il modello F24 cartaceo è possibile solo se il saldo finale, senza alcuna compensazione, ha un importo pari o inferiore a mille euro.

  Home banking
Titolari di partita IVA SI, solo se non vi sono compensazioni di crediti IVA (annuale o dei primi 3 trimestri) per importi superiori a 5mila euro.
Non titolari di Partita IVA SI, solo se il saldo finale, anche grazie alle compensazioni, è positivo (ossia a debito ovvero diverso da zero).
  F24 telematico (F24 web, F24 online o F24 cumulativo di Fisconline o Entratel con addebito nel conto corrente)
Titolari di partita IVA SI, sempre possibile.
Non titolari di Partita IVA SI, sempre possibile.
  F24 pari a zero
Titolari di partita IVA NO, solo i servizi telematici delle Entrate, quindi no ai servizi telematici Home banking delle banche o delle Poste.
Non titolari di Partita IVA NO, solo i servizi telematici delle Entrate, quindi no ai servizi telematici Home banking delle banche o delle Poste.


Servizi online telematici di pagamento imposte

I servizi telematici di pagamento messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate sono:

  1. F24 web;
  2. F24 online;
  3. F24 cumulativo intermediari

Anche se la procedura è del tutto telematica, non è possibile predisporre i pagamenti tramite bancomat o carta di credito, ma è necessario addebitare il modello su un conto corrente bancario o postale.

Per pagare le imposte e i contributi, infatti, non è applicabile l'obbligo imposto ai "soggetti che effettuano l'attività di vendita di prodotti e di prestazione di servizi, anche professionali, di accettare anche pagamenti effettuati tramite carte di debito, ossia bancomat (articolo 15, commi 4 e 5 del Dl 179/2012).

Web, online e cumulativo

Con la procedura telematica F24 web e con l'F24 online, il contribuente compila e trasmette il modello di versamento F24 direttamente, in tal caso non necessita di un intermediario abilitato (professionista, associazione di categoria, CAF) per la trasmissione.

L'F24 cumulativo può essere invece utilizzato dagli intermediari abilitati al canale Entratel, i quali possono effettuare i versamenti delle imposte dovute dai loro clienti con addebito diretto sui conti correnti di questi ultimi, ma anche sui propri conti bancari o postali.

L'intermediario abilitato, quindi, può addebitare sul proprio conto corrente un F24 intestato ad un terzo. Operazione non possibile, invece, per il contribuente che usa l'F24 web o l'F24 online: quindi, a titolo di esempio, la moglie non può pagare l'F24 intestato al marito addebitandolo sul proprio conto corrente.

Il conto corrente

In caso di utilizzo dell'F24 web e dell'F24 online, che consentono di predisporre l'F24 telematico senza necessità di avvalersi di un intermediario, la richiesta di pagamento del modello F24 viene scartata se non c'è la corrispondenza tra il codice fiscale del contribuente indicato nel modello F24 e quello del titolare del conto corrente di addebito (oppure del conintestatario abilitato a operare con firma disgiunta).

In questi casi, non potendo più pagare in contanti un F24 cartaceo (nei casi previsti dalla legge), sarà di fatto reso obbligatorio un conto corrente per addebitare il modello telematico, generato con l'F24 web o l'F24 online.

Modello F24 a zero

Modalità utilizzabile: ENTRATEL/FISCONLINE da qualsiasi soggetto (titolare Partita IVA/privato)

Modello F24 a debito con compensazione

Modalità utilizzabile: ENTRATEL/FISCONLINE oppure Remote/home banking da qualsiasi soggetto (titolare Partita IVA/privato)

Modello F24 a debito senza compensazione

Modalità utilizzabile: ENTRATEL/FISCONLINE oppure Remote/home banking da qualsiasi soggetto (titolare Partita IVA/privato)

Modello F24 a debito senza compensazione > € 1.000

Modalità utilizzabile: ENTRATEL/FISCONLINE oppure Remote/home banking da qualsiasi soggetto (titolare Partita IVA/privato)

Modello F24 a debito senza compensazione < € 1.000

Modalità utilizzabile: ENTRATEL/FISCONLINE oppure Remote/home banking da qualsiasi soggetto (titolare Partita IVA/privato) oppure anche cartaceo in banca o poste


 matita In alternativa, il contribuente deve affidarsi ad un intermediario abilitato a Entratel che, tramite la procedura telematica F24 cumulativo, può effettuare i versamenti online delle imposte dovute dai propri clienti con addebito unico sul proprio conto corrente delle somme complessivamente dovute.

 matita Per i codici tributo da indicare nel modello F24 si veda l'apposita scheda.



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Gli acconti della cedolare secca

Per capire le modalità di calcolo degli acconti sulla cedolare secca, clicca su questa pagina.