Le aliquote della cedolare secca

Il carico fiscale per il locatore che ha esercitato l'opzione per la cedolare secca varia in relazione alla tipologia di contratto stipulato. In caso di contratti a canone libero, si applica l'aliquota del 21 .

La percentuale scende 10 per i contratti a canone concordato.

La cedolare secca esprime una percentuale di imposta sostitutiva dell'IRPEF e delle addizionali regionale e comunale nelle seguenti misure:

  1. 21%. Questa aliquota è prevista per tutti i contratti di locazione ad eccezione dei contratti a canone convezionato. Con questa aliquota deve essere tassati anche i contratti che non hanno l'obbligo di registrazione in quanto hanno durata non superiore a 30 giorni.Tra le tipologie contrattuali più diffuse si ricorda i contratti di durata 4+4, i contratti di uso transitorio, i contratti senza obbligo di registrazione (durata pari o inferiore a trenta giorni);
  2. 10% a decorrere dal 2014 e fino al 2019 (per effetto della proroga biennale inserita nella Legge di Bilancio 2018) per i contratti di locazione a canone convenzionato, per effetto del D.L. 28 marzo 2014 n. 47. Tale aliquota si applica anche ai contratti con canone concordato stipulati per soddisfare esigenze abitative di studenti universitari previsti dall'art. 5, comma 2, Legge n. 431/1998; tale aliquota si applica inoltre ai contratti di locazione stipulati nei Comuni per i quali sia stato deliberato, negli ultimi cinque anni precedenti la data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, lo stato di emergenza a seguito del verificarsi degli eventi calamitosi di cui all'art. 2, comma 1, lettera c), della legge 24 febbraio 1992, n. 225. Sono soggetti all'aliquota agevolata del 10% anche i contratti di locazione transitori a canone concordato per abitazioni ubicate nei Comuni ad alta tensione abitativa, come ha previsto la Circolare n. 8/2017 Agenzia delle Entrate.

Aliquota agevolata per i contratti di locazione transitori

La cedolare secca con l’aliquota al 10% (15% a regime dal 2018), prevista per gli affitti a canone concordato, è applicabile anche ai contratti di locazione abitativa di tipo transitorio? Il caso riguarda, in particolare, i contratti stipulati nei Comuni in cui le parti non sono libere di determinare il canone ma devono attenersi agli accordi definiti su base locale (e in particolare i contratti stipulati nelle aree metropolitane di Roma, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Napoli, Torino, Bari, Palermo, Catania, nei Comuni confinanti con questi ultimi e in tutti gli altri Comuni capoluogo di provincia).

Su questo aspetto è intervenuta la Circolare n. 8E del 7-4-2017 Agenzia delle Entrate che precisa quanto segue:

L’art. 3, comma 2, del D . lgs . 14 marzo 2011, n. 23 prevede la cedolare secca con aliquota ridotta esclusivamente per i contratti di locazione che, oltre a essere riferiti a unità immobiliari ubicate nei comuni con carenze di disponibilità abitative individuati dall'articolo 1, comma 1, lettere a) e b) , del decreto legge 30 dicembre 1988, n. 551 (Bari, Bologna, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Roma, Torino e Venezia, nonché i comuni confinanti con gli stessi e gli altri comuni ca poluogo di provincia) e negli altri comuni ad alta tensione abitativa individuati dal CIPE, siano stipulati a canone concordato sulla base di appositi accordi tra le organizzazioni della proprietà edilizia e degli inquilini, di cui all'articolo 2, comma 3, della legge n. 431 del 1998 e all'articolo 8 della medesima legge. Il citato art. 2, comma 3, della legge n. 431 del 1998 ammette che le parti possano stabilire la durata del contratto “anche in relazione a quanto previsto dall'articolo 5, comma 1”, ossia in ossequio ad esigenze abitative di tipo transitorio diverse da quelle degli studenti universitari, previste dal successivo comma 2 del medesimo art. 5. Tenuto conto del tenore letterale di tale disposizione, si ritiene che l’aliquota ridotta si applichi anche ai contratti transitori di cui all’art. 5, comma 1, della legge n. 431/1998 (ossia ai contratti di durata da un minimo di un mese ad un massimo di 18 mesi), a condizione che, come nel caso prospettato, si tratti di un contratto di locazione a canone concordato relativo ad abitazioni ubicate nei comuni con carenze di disponibilità abitative o in quelli ad alta tensione abitativa.

L'aliquota agevolata ........continua



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La proroga della flax tax al 10% vale anche per i Comuni colpiti da calamità per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza nei cinque anni precedenti il 28 maggio 2014. Una finestra temporale che la legge di Bilancio 2018 non ha modificato.