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Pagamenti in contanti

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pagamenti canoni di locazione in contantiPer contrastare il fenomeno dei canoni di locazione in nero la ⇒ Legge di stabilità 2014 aveva introdotto, al comma 50, l'obbligo di effettuare il pagamento dei canoni solo ed esclusivamente con strumenti tracciabili, come assegni bancari, postali, assegni circolari o non trasferibili, bonifici, carte di credito, di debito, escludendo la possibilità di pagamenti in contanti.
Tanto per intenderci, anche un affitto di valore assai modesto, avrebbe dovuto passare per un bonifico o altro mezzo tracciabile. Unica eccezione, per le locazioni ad uso abitativo, gli «alloggi di edilizia residenziale pubblica».

Dal 1° gennaio 2014 i proprietari di immobili che avevano contratti di locazione per uso abitativo avrebbero dovuto farsi rilasciare un assegno o un bonifico dall'inquilino, anche se non era esclusa la possibilità di utilizzare altri mezzi tracciabili come sopra precisato. L'obbligo di tracciabilità era previsto per i pagamenti solo a partire da 1.000 euro in su, quindi l'obbligo di effettuare i pagamenti con strumenti tracciabili per i canoni di locazione, anche per importi assai inferiori, costituiva una deroga alle normative anti-riciclaggio.

Chi era in affitto nel 2014 avrebbe dovuto, quindi, dare l’addio definitivo ai pagamenti in contanti, ma non è stato proprio così: non sono state, infatti, previste sanzioni per canoni versati inferiori ai mille euro. Vediamo insieme perché.

Il contante può essere usato senza rischiare sanzioni fino a 999,99 euro. In questo modo, il divieto introdotto con la legge di stabilità 2014, più restrittivo rispetto al generale divieto dell'uso del contante, ne uscì ridimensionato.


Riferimenti normativi e di prassi

  1. Art. 49 D.Lgs n. 231/2007 Attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell'utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo nonche' della direttiva 2006/70/CE che ne reca misure di esecuzione.
  2. Art. 12 D.L. n. 201 del 6-12-2011 Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubblici (Salva Italia).
  3. Art. 1, comma 50, Legge n. 147/2013 (Legge di stabilità per il 2014).
  4. Nota MEF 5-2-2014 n. 10492/DT.

All'articolo 12 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, dopo il comma 1 è inserito il seguente:
«1.1. In deroga a quanto stabilito dal comma 1, i pagamenti riguardanti canoni di locazione di unità abitative, fatta eccezione per quelli di alloggi di edilizia residenziale pubblica, sono corrisposti obbligatoriamente, quale ne sia l'importo, in forme e modalità che escludano l'uso del contante e ne assicurino la tracciabilità anche ai fini della asseverazione dei patti contrattuali per l'ottenimento delle agevolazioni e detrazioni fiscali da parte del locatore e del conduttore».

Decreto-legge del 6 dicembre 2011 n. 201
Disposizioni urgenti per la crescita, l'equità e il consolidamento dei conti pubblici.
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 284 del 6 dicembre 2011 - supplemento ordinario - Nota: Convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011 n. 214.

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze, con nota Prot. DT 10492 del 5 febbraio 2014 con l'oggetto "Chiarimenti interpretativi in merito alle modalità di pagamento dei canoni di locazione di unità abitative (articolo 1, comma 50, legge 27 dicembre 2013 n. 147)" ha precisato che, fermo il limite a carattere generale dei 1.000 euro, "la finalità di conservare traccia delle transazioni in contante, eventualmente intercorse tra locatore e conduttore, può ritenersi soddisfatta, fornendo una prova documentale, comunque formata, purché chiara, inequivoca e idonea ad attestare la devoluzione di una determinata somma di denaro contante al pagamento del canone di locazione, anche ai fini della asseverazione dei patti contrattuali, necessaria all'ottenimento delle agevolazioni e detrazioni fiscali previste dalla legge a vantaggio delle parti contraenti.". Leggi



A decorerre dal 2016 il divieto di pagamento in contanti del canone d'affitto rimane, ma la Legge di stabilità per il 2016 (Legge 208/2015) ha previsto l'innalzamento a 3.000 euro del limite massimo al trasferimento tra soggetti diversi di denaro contante, libretti di deposito e titoli al portatore.

Pertanto, il limite per poter pagare in contanti risulta aumentato da euro 999,99 ad euro 2999,99, adattando quindi il procedimento alla modifica delle soglie delle normativa antiriclaggio.

In sintesi, il pagamento in contanti è ammesso, per importi fino a 2999,99 euro, per locazioni relative a:

  1. Negozi
  2. Uffici
  3. Capannoni
  4. Alloggi di edilizia residenziale pubblica
  5. Box auto se non collegati all'immobile uso abitativo
  6. Immobili ad uso abitativo il cui canone di locazione sia inferiore a 3.000 euro

Sì ai contanti sotto i 3000 euro

I "patiti" del contante devono fare i conti con le sanzioni previste per chi viola la normativa in vigore dal 1° gennaio 2016, ma solo per i canoni superiori a 3000 euro. Le sanzioni sono quelle stabilite dal decreto Salva-Italia e quindi:

  1. dall'1 al 40% della somma trasferita in contanti, se l'importo trasferito è compreso tra euro 3.000 ed euro 50.000;
  2. tra il 5 e il 40 per cento dell'importo trasferito, se l'importo risulta essere superiore a euro 50.000.

I soggetti interessati al rispetto degli obblighi antiriciclaggio (ad esempio avvocati, dottori commercialisti, società di servizi in campo tributario ecc.) devono comunicare, entro 30 giorni, alla competente Ragioneria territoriale dello Stato (RTS) le infrazioni circa l'uso del contante delle quali hanno avuto conoscenza.

Per incassare l'affitto per uso abitativo, il cui importo superi la cifra di 2999,99 euro, anche coloro che non hanno un conto corrente bancario o postale sono obbligati a pagare l'affitto secondo modalità tracciabili, a titolo di esempio sarà sufficiente che il proprietario sottoscriva una carta prepagata che verrà poi ricaricata dai propri inquilini, sprovvisti di c/c, una volta al mese con l'importo dovuto per l'affitto. La legge, infatti, non impone l'obbligo di pagamento con assegno o bonifico, ma richiede che si tratti di pagamento con forme e modalità che escludano l'uso del contante e ne assicurino la tracciabilità.





L'autore

Giuseppe PolliGiuseppe Polli è libero professionista dal 1982, dottore commercialista, ed è il gestore del sito www.cedolaresecca.net, presente sulla Rete dal 2011. Questo dominio è stato il primo ed unico sito ad occuparsi in via esclusiva della tassazione sostitutiva all'IRPEF sui redditi di locazione per uso abitativo, meglio conosciuta con il nome di cedolare secca.

I clienti dello studio possono chiamarmi telefonicamente al numero ☎ 333 9031308

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