Cedolare secca

cedolare seccaLa cedolare secca sugli affitti ha prodotto nel corso di questi ultimi anni un interesse sempre più crescente tra i proprietari di immobili destinati alla locazione per uso abitativo.

Nell'arco di sei anni l'opzione per tale imposta sostitutiva ad aliquota agevolata si è moltiplicata per nove: dai 65mila casi del 2011 ai 592mila del 2016. Mentre quella ad aliquota ordinaria è passata da 440mila a oltre 1,5 milioni.Nelle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2017 (anno di imposta 2016) la cedolare secca è stata scelta da più di 2 milioni di proprietari di case locate: +14,9% rispetto all'anno precedente.L'ammontare dell' imposta sostitutiva (al 21% e al 10%) riscosso durante il 2016 è stato di 2,3 miliardi di Euro.
Fonte: Il Sole 24 ore del 25 giugno 2018

Perchè il sistema della cedolare secca, dopo un avvio stentato,è piaciuta così tanto ai locatori?

  1. Ha semplificato il rapporto fiscale tra locatore e conduttore, eliminando l'appuntamento annuale del calcolo dell'imposta di registro, niente più F23 e calcolo del 2% sul canone annuo
  2. La cedolare secca sostituisce l'irpef e le relative addizionali, nonché le imposte di bollo e di registro dovute sul contratto di affitto, in questo modo il locatore percepisce più facilmente quanto "gli resta in tasca"dall'affitto del suo immobile, hai pattuito un canone di 6mila €uro all'anno? ecco con la cedolare secca al 21%, ti rimangono 4740 €uro, quando invece sottoponendo a tassazione ordinaria il canone di locazione tra Irpef, addizionali, imposta di registro per il locatore stesso non è facile conoscere con la stessa immediatezza il netto che gli rimane (al lordo dell'IMU ovviamente);
  3. La cedolare secca è, in generale, più conveniente rispetto alla tassazione Irpef, quindi il locatore paga meno tasse rispetto a quanto pagava prima dell'introduzione della tassa piatta;
  4. C'è dunque, nella maggior parte dei casi, la convenienza ad esercitare l'opzione per la cedolare secca, ma ci sono anche le controindicazioni a non sceglierla. Dopo la lettura di queste pagine, tutto sarà più chiaro per i locatori!
irpef e cedolare secca

Fatemi spiegare in sintesi cos'è la cedolare secca: essa è un regime di tassazione sugli affitti facoltativo, che si sostanzia nel pagamento di un’imposta che sostituisce l’IRPEF e le addizionali e che sottrae le parti dall’obbligo di versare l’imposta di registro e l’imposta di bollo dovute per registrazioni, risoluzioni e proroghe dei contratti di locazione (ad eccezione di quelle dovute in caso di cessione del contratto).

Il legislatore ha consentito di applicare la cedolare secca anche ai contratti di locazione per i quali non sussiste l’obbligo di registrazione (art. 3, comma 2 D.Lgs. n. 23/2011, locazioni turistiche, ad esempio) ed al riguardo il locatore comunica la sua intenzione di applicare l'imposta all’Agenzia delle Entrate direttamente in sede di dichiarazione dei redditi (salvo il caso in cui il locatore, pur non essendo obbligato, provvede alla registrazione del contratto).

novità cedolare secca La novità più importante del 2018 è la possibilità di usufruire dell'aliquota agevolata del 10% per ulteriori due anni.







I locatori che predispongono contratti di locazione senza l'ausilio di un professionista sono tantissimi, ma sono anche tantissimi gli errori che gli stessi commettono! Sei proprio sicuro di utilizzare un contratto di locazione predisposto a regola d'arte? Magari hai appena scaricato da Internet il primo che ti è capitato? Senza neppure chiederti se vada bene o meno?

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La proroga della flax tax al 10% vale anche per i Comuni colpiti da calamità per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza nei cinque anni precedenti il 28 maggio 2014. Una finestra temporale che la legge di Bilancio 2018 non ha modificato.


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